Visionari e naviganti 4.0

Si profilano all’orizzonte del mondo del lavoro nuove forme di impegno, nuove opportunità, nuovi prodotti e bisogni da soddisfare. Ma quando e dove?

All’orizzonte ottico si sta avvicinando indubbiamente un nuovo approccio culturale, nei confronti del quale è richiesto un evidente sforzo collettivo di tutte le parti coinvolte attivamente nel mercato del lavoro: i lavoratori, le aziende, l’ente pubblico e le organizzazioni del mondo del lavoro in generale. Stiamo tutti assistendo e, a vario titolo verificando direttamente, nuove forme di collaborazione nei rapporti di lavoro, all’aumento dei tempi parziali, a una richiesta di maggiore flessibilità, ad assunzioni su progetto e necessità di periodici ri-orientamenti professionali.

Questo perché il lavoro sequenziale e strutturato continua sempre più a sgretolarsi all’interno delle aziende sostituito da una spiccata capacità di lavorare in team ricombinati con sensibili frequenze, a dipendenza del continuo susseguirsi di progetti e cambi di direzione, che i mercati impongono quotidianamente al mondo economico. Ecco che il mondo aziendale richiede pertanto capacità di comunicazione, abilità a lavorare in team, capacità di problem solving, sviluppo della propria leadership abbinata a una forte etica professionale.

È cosa cruciale ed evidente a tutti che occorra investire sin da subito risorse nello sviluppo delle competenze sia di base, ovvero un presupposto indispensabile per accedere all’apprendimento permanente e prendere parte alla vita sociale, sia trasversali, quelle più vicine al saper essere piuttosto che al saper fare. Queste competenze possono essere acquisite attraverso un puntuale e corrispondente piano formativo con l’obiettivo principale di far nascere la consapevolezza di poter disporre di nuove risorse, una ritrovata motivazione e una visione che guarda a un futuro di miglioramento delle condizioni lavorative della persona.

Con l’avvento della digitalizzazione, come devono cambiare allora, nel prossimo futuro che incalza, i servizi formativi del Centro di formazione professionale dell’OCST (CFP-OCST) offerti ai lavoratori, agli associati, alle aziende e all’ente pubblico al fine di accompagnare e governare queste importanti e ineludibili trasformazioni?

Il CFP-OCST è chiamato a integrare e aggiornare la sua offerta formativa e affinare i suoi servizi di consulenza, orientamento e accompagnamento professionale, che preveda l’ampliamento dei destinatari della sua azione e l’adozione di un rinnovato piano formativo utile al lavoratore, all’ente pubblico e all’impresa, che deve trasformarsi in una sorta di laboratorio di digitalizzazione applicata al lavoro.

Allo stesso tempo, è importante intervenire sui formatori costruendo occasioni di aggiornamento, predisponendo supervisioni e favorendo momenti di intervisione e di affiancamento. Significa anche progettare un’offerta formativa con l’utilizzo di nuove metodologie didattiche basate sulla digitalizzazione dei contenuti (formatore “digitale”).

Da tutto questo, il CFP-OCST presenterà una rinnovata offerta formativa che si basa prioritariamente sull’acquisizione di competenze digitali che sono:

  1. Cultura: capacità di declinare conoscenze e interpretare contenuti in ambienti digitali
  2. Strumenti: destrezza e attitudine nell’utilizzo degli strumenti digitali/web
  3. Intuizione: sfruttare ambienti digitali/social media quali canali di ricerca e analisi
  4. Collaborazione: utilizzare strumenti collaborativi abbattendo barriere spaziali e temporali
  5. Fare rete: raggiungere e coinvolgere contatti e utenti attraverso piattaforme online  
  6. Reattività: reagire tempestivamente agli stimoli e lavorare in tempo reale
  7. Gestione del tempo: decelerare, passando dal multitasking all’approfondimento di un compito specifico

Due esempi di prossimi corsi in programma:

Gli ambienti digitali (digital skill)

Corso di formazione e apprendimento teso a favorire l’apprendimento delle competenze digitali; permettere di fruire delle risorse digitali nella pratica quotidiana; favorire l’inclusione digitale, le competenze digitali e la fruizione di informazioni e servizi online anche tra lavoratori di contesti sociali svantaggiati o disabili; favorire una cultura aperta alle innovazioni, come qualità dell’apprendimento personale.

La gestione del proprio tempo e gli effetti interrelazionali (soft skill)

Corso di formazione e di consapevolezza indirizzato a comprendere come l'incapacità di gestire il tempo in modo efficace si evince quando esiste una difficoltà a organizzare le proprie attività quotidiane e come abbattere queste barriere, analizzando che, se ci sono problemi a iniziare un'attività, se vi sono difficoltà a portare a termine i progetti intrapresi, allora si deve cambiare il modo con il quale si tenta di dominare il tempo e come lo si debba condividere con gli altri. In questi casi la interrelazione diviene difficile e collide con la produttività e con la motivazione intrinseca. Il bisogno è dipanare questi processi ostativi.