Via le barriere da Internet

Le tecnologie digitali sono in grado di fornire prezioso supporto a favore di persone con disabilità – a condizione però che siano liberamente accessibili, senza ostacoli. Il necessario know-how viene messo a disposizione di tutti dalla fondazione «Accesso per tutti». Nell’ambito della realizzazione del progetto «Migliorare l’accesso all'offerta pubblica di formazione continua per le persone cieche e ipovedenti», Travail.Suisse Formation TSF ha intervistato il responsabile di questi servizi per conto della fondazione «Accesso per tutti».

App FFS invece dell’orario in forma cartacea, online banking invece dei bollettini di pagamento, piattaforme di formazione digitali invece delle dispense cartacee. Quindi, per le persone con problemi di vista, la digitalizzazione costituisce una chance o un onere aggiuntivo?

*Andreas Uebelbacher: entrambe le cose; infatti, da una parte le tecnologie digitali offrono numerose nuove opportunità a livello professionale, nel tempo libero e in generale per garantire maggiore indipendenza nella vita quotidiana. Fino a pochi anni fa, le persone con problemi di vista erano infatti in grado di svolgere solo tipici lavori quali artigiani (cestaio e simili), accordatori di pianoforte o massaggiatori; oggi invece, possono studiare e assolvere con successo numerosi apprendistati; dall’altra, il mondo digitale nasconde anche molte insidie.

Per esempio?

Purtroppo, molte pagine web, applicazioni (mobili) e altri canali di comunicazione non sono sempre strutturati senza barriere d’accesso. Le persone non vedenti utilizzano screen reader in grado di leggere il testo scritto nel monitor in tempo reale. Tuttavia, documenti e pagine web non ben strutturati, sono estremamente faticosi o addirittura (del tutto) inutilizzabili per loro, perché inaccessibili.

Nella redazione di tali testi, a cosa bisogna fare attenzione?

Per le persone che dispongono ancora di un minimo di vista (ipovedenti), sono importanti contrasti marcati tra la scrittura e lo sfondo, al pari di una colorazione adeguata. Di ciò, beneficiano in particolare gli utenti di apparecchi mobili e/o in caso di condizioni di illuminazione non ottimali. Per contro, le persone non vedenti dipendono da una buona strutturazione del testo. Nell’elaborazione di documenti Word, ad esempio, indici, titoli e titoli di paragrafi non dovrebbero essere strutturati liberamente, ma far sempre uso del modello di formato. Nelle pagine web, la struttura semantica deve corrispondere al codice HTML, per consentire all’ipovedente di farsi subito una panoramica. Elementi visivi, quali box, colori – riferiti a contesti omogenei – devono essere parimenti riconoscibili mediante la struttura semantica. Immagini, foto o video dovrebbero essere corredati da testi alternativi.

Come riconoscere l’osservanza o la inosservanza dei criteri proposti?

Mentre contrasti insufficienti sono facilmente riconoscibili “a vista”, le carenze di altri aspetti strutturali per l’abbattimento delle barriere sono meno evidenti. In tal caso, occorre verificare la struttura HTML o la riproduzione via screen reader. Il nostro lavoro consiste proprio nel supportare informatici e disegnatori di web nell’espletamento del loro lavoro per garantire la realizzazione di tecnologie informatiche prive di barriere.

La vostra attenzione riguarda prevalentemente disabilità della vista?

Non necessariamente; offriamo infatti servizi per ogni forma di inabilità. Affinché un’offerta possa essere certificata libera da barriere, il servizio deve essere facilmente accessibile anche per persone con limitazioni uditive, motorie o cognitive. Tuttavia, considerato che Internet e smartphone sono strumenti che dipendono molto dalla vista, le maggiori esigenze sono riconducibili all’ambito visivo.

Che tipo di esigenze presentano le persone con altre disabilità?

Per le persone con difficoltà di udito, le tracce informative sonore devono essere rese mediante testi scritti; i video – per esempio – devono essere muniti di sottotitoli. E le persone con difficoltà motorie devono poter utilizzare le pagine web esclusivamente con la tastiera; infatti, chi soffre di forti tremori o non può muovere la mano, non potrà mai fare uso del mouse.

Tutto questo pare richiedere un enorme dispendio: la pretesa, secondo cui ogni tecnologia debba essere utilizzabile da ognuno, indipendentemente da limitazioni personali di qualsiasi genere, non è forse esagerata?

No, se si tiene conto di tali esigenze già dall’impostazione iniziale di tali strumenti, il dispendio non è poi così rilevante. Peraltro, occorre considerare che nel contesto di una società che invecchia (sempre più in fretta), un numero crescente di persone sono colpite da difficoltà visive, uditive o motorie. Inoltre, molte organizzazioni predispongono già le loro offerte digitali pensando a questi gruppi di utenti, non (solo) per ragioni caritatevoli, bensì (anche) per ragioni economiche: in altri termini, hanno riscontrato che l’offerta digitale senza barriere facilita l’acquisizione di clienti.  

A che punto siamo in Svizzera con l’offerta di tecnologie senza barriere?

La fondazione “Accesso per tutti – Zugang für alle – Accès pour tous – Access for all” esegue regolarmente rilevazioni su significative offerte Internet. L’ultima volta, nel 2016, abbiamo sottoposto a verifica circa 100 pagine web. Tra queste, si presenta bene l’offerta della Confederazione che, allo scopo, si avvale di prescrizioni ben chiare. Anche portali vicini alla Confederazione – ad esempio, quello delle FFS – oggigiorno sono soddisfacentemente senza barriere. Viceversa, il risultato delle pagine di cantoni e comuni è alquanto contrastante. Anche gli shop online trascurano sovente le persone con disabilità, mentre invece, proprio per le persone con limitate capacità visive e motorie la loro offerta costituirebbe un valore aggiunto, un’agevolazione all’acquisto; in altri termini, il potersi avvalere di Internet per gli acquisti, invece di doversi recare di persona al negozio agevolerebbe proprio questi utenti. Viceversa, i gruppi che operano a livello internazionale – ad esempio, le compagnie aeree – sono portati a migliorare di continuo le loro offerte Internet, anche su pressione USA e di altri stati.

A che punto siamo con le istituzioni di formazione?

Di recente, abbiamo messo sotto la lente i portali di 20 Scuole superiori; solo 8 di queste hanno dato risultati soddisfacenti; rispetto alle altre, invece, le persone con disabilità non sono in grado di acquisire informazioni sulle loro offerte. Tuttavia, possiamo affermare che la sensibilità rispetto a questa problematica cresce: infatti, se una persona con disabilità, intende frequentare uno studio o una formazione continua, le istituzioni interpellate reagiscono positivamente, e si organizzano in modo mirato per soddisfare le specifiche esigenze.

Andrea Söldi, giornalista PR (traduzione di G. Rauseo)

Accesso per tutti – Zugang für alle – Accès pour tous – Access for all

*Andreas Uebelbacher di formazione è psicologo del lavoro e delle organizzazioni; dal 2012 è Responsabile dei servizi della fondazione «Accesso per tutti». La fondazione è stata costituita nel 2000 da un informatico, con lo scopo di promuovere la configurazione di servizi tecnici, sempre più onnipresenti, a beneficio di persone con disabilità. Insieme ai suoi 8 collaboratori – di cui 5 ipovedenti – la fondazione offre consulenza alle ditte e ad altre organizzazioni per strutturare le loro offerte digitali senza barriere e a certificarle secondo i vigenti standard internazionali. Inoltre, l’organizzazione offre formazione continua per informatici e per altri profili professionali. Molte delle istruzioni sono disponibili sulla loro pagina web. L’organizzazione non-profit è finanziariamente autonoma e ha la sede a Zurigo.

www.access-for-all.ch