In che modo Travail.Suisse sostiene l’integrazione nel mercato del lavoro delle persone con disabilità

Le persone con disabilità hanno interesse a essere integrate nel mondo del lavoro: il loro interesse è anche maggiore rispetto a quello dell’economia. Per questa ragione, da anni, Travail.Suisse – l’associazione mantello indipendente dei lavoratori – è attiva nell’ambito di progetti e misure che rendano più agevole tale integrazione. Lo scopo è quello di fare in modo che sempre più persone con disabilità siano messe in grado di trovare un lavoro idoneo.

di Bruno Weber-Gobet, responsabile della politica in materia di formazione Travail.Suisse e direttore di TSF

Sia la struttura dell’assicurazione svizzera per l’invalidità, sia la convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CDPD) sottoscritta anche dalla Svizzera sostengono le richieste dei disabili di essere meglio integrati nel mercato del lavoro. Quale contributo possono dare le associazioni dei lavoratori? Ecco cinque esempi di come Travail.Suisse cerca di incentivare l’integrazione professionale delle persone con disabilità.

1. Disabilità e contratti collettivi di lavoro

Di norma, un importante strumento per risolvere problemi nel mercato del lavoro è il contratto collettivo di lavoro (CCL). Come può il CCL contribuire all’integrazione professionale delle persone con disabilità? Nell’ambito di uno specifico studio Travail.Suisse ha esaminato tale aspetto. Peraltro, in determinate condizioni, lo studio ha evidenziato che contratti collettivi di lavoro possono talvolta ostacolare tale integrazione, così come attestato dal seguente estratto: “Quando nei CCL con salario minimo non sono previste deroghe ai minimali salariali, tale aspetto rende impossibile o almeno più difficile l’accesso al mercato del lavoro da parte di persone con disabilità e, quindi, con ridotta produttività. Per tale ragione, i contraenti sociali di CCL che introducono minimi salariali sono esortati a inserire deroghe ai minimali salariali rispetto a persone che – condizionate da disabilità – possono essere solo parzialmente produttivi.”

Tuttavia, i CCL costituiscono di regola strumenti di agevolazione dell’integrazione; in che modo? Ad esempio: definendo regole salariali in caso di produttività ridotta; prevedendo chiare disposizioni sul trattamento di eventuali infortuni o malattie; contrastando discriminazioni sulla base di disabilità fisiche, mentali o psichiche o disponendo procedure di integrazione. Occorre quindi ribadire con forza il fatto che, mediante lo strumento del CCL, i contraenti sociali possono contribuire significativamente all’integrazione professionale delle persone con disabilità. Il prossimo passo consiste poi nel guidare le commissioni paritetiche verso l’ulteriore sensibilizzazione e motivazione.

2. Disabilità (della vista) e accesso all’offerta pubblica di formazione continua

Ciechi e persone con difficoltà della vista necessitano di formazione continua, al pari di qualsiasi altra persona. Infatti, solo mediante la formazione continua sono in grado di stare al passo con le sfide he quotidianamente incontrano, sia sul posto di lavoro, sia a livello personale, sociale e politico. Tuttavia, sul percorso della formazione continua pubblica si incontrano ostacoli, talvolta difficilmente superabili. Se vogliamo che anche ciechi e ipovedenti accedano con successo all’offerta pubblica di formazione continua, gli istituti che offrono corsi sono tenuti ad abbattere tali ostacoli, strutturando la loro offerta senza barriere. Ma cosa vuol dire “senza barriere”? Nell’ambito del progetto di Travail.Suisse Formation TSF – congiuntamente a ciechi e persone ipovedenti, con la partecipazione di diversi organizzatori di corsi – è in corso di elaborazione una ‘lista di criteri’ sulla eliminazione delle barriere. In questo modo, si vuole favorire l’accesso alla formazione continua pubblica anche alle persone con disabilità. L’accessibilità di tutti alla formazione continua è importante anche per l’integrazione nel mercato del lavoro. Infatti, come evidenziato da uno studio della Zürcher Hochschule für angewandte Wissenschaften (ZHAW) e della Haute École Spécialisée de Suisse occidentale (HESSO), ciechi e ipovedenti che partecipano alla formazione professionale continua in contesto pubblico, accrescono sensibilmente le loro opportunità per una migliore collocazione professionale.

3. Modulo di formazione per futuri dirigenti  

Per l’integrazione sul mercato del lavoro dei disabili, è necessario che i dirigenti siano sensibilizzati in ordine a tale aspetto e che dispongano delle necessarie conoscenze in materia. Nell’ambito di un progetto tuttora in elaborazione, Travail.Suisse intende elaborare un modulo formativo che gli organizzatori di corsi di formazione possano adottare nelle loro offerte destinate ai formatori: ad esempio, le Scuole universitarie superiori. Tali soggetti devono essere coinvolti per tempo nel progetto, in modo che possano contribuire a elaborare contenuti e struttura del modulo, tenuto conto delle loro specifiche esigenze.

4. Disabilità e accesso alla formazione professionale

Nelle linee strategiche sulla formazione professionale 2030, i partner cointeressati hanno stabilito quanto segue: “Intendiamo strutturare una formazione professionale che consenta (il primo) accesso – ed eventualmente un nuovo accesso – al mondo del lavoro da parte di giovani e adulti aventi differenti requisiti (corsivo nostro).“ Tale precisazione è chiaramente riferita alle persone con disabilità. In tale contesto, per conto del comitato paritetico d’indirizzo per la formazione professionale 2030, Travail.Suisse si è fatta carico di affrontare il tema “Persone con disabilità e accesso alla formazione professionale”. Un primo workshop sul tema ha già avuto luogo, con la partecipazione di persone interessate, organizzazioni di vario genere nonché organizzatori della formazione. Con la partecipazione di tutti i cointeressati, si tratta ora di dare concretezza ai risultati di tale workshop, mediante progetti e misure ad hoc.

5. Collaborazione con altri partner

L’integrazione nel mercato del lavoro di persone con disabilità funziona solo se i molteplici operatori collaborano fattivamente. Per Travail.Suisse è importante quindi mettersi in rete con altri operatori.  Nello spirito di questa collaborazione, quale organizzazione mantello dei lavoratori, Travail.Suisse intende collaborare con l’associazione “Compasso”, costituita dalle organizzazioni dei datori di lavoro. Travail.Suisse è pure membro solidale dell’associazione mantello delle diverse organizzazioni dei disabili “Inclusion Handicap”. Infine, Travail.Suisse collabora con il gruppo d’accompagnamento del programma "Pari opportunità e lavoro" dell’Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità (UFPD).

Medienservice Travail.Suisse – Edizione del 25 giugno 2019