Giovane e responsabile

Sono una ragazza di 26 anni ed il mio vissuto con il mondo del lavoro odierno è stato caratterizzato da esperienze infelici e poco appaganti. Oserei dire una vera impresa di «sopravvivenza». Quando mi confronto con i miei genitori che hanno avuto ben altre esperienze stentano a comprendere questa realtà. Sono arrivata al Progetto Mosaico molto scoraggiata ed anche prevenuta, pertanto per la consulente non è stato facile aprire una breccia e mostrarmi ciò che faticavo a vedere. Mi ha permesso di riflettere, di aprire uno spazio di comprensione che non sospettavo, ero «accecata» dal mio malessere e pensavo che ciò che avevo vissuto rappresentasse la totalità. Il lavoro di accompagnamento con l’approccio del counseling, così come pure il lavoro con diverse schede mi hanno dato l’opportunità di rivedere la mia esperienza; così come di rivalutare il mio contributo a quel vissuto che mi portavo dentro, ho visto anche la mia parte di responsabilità. Ho compreso l’importanza di saper argomentare ciò che si vive sia sul piano professionale sia su quello emotivo. Ho ammesso a me stessa che avevo fortemente contributo anch’io a quel clima di ostilità e che, forse, avrei potuto gestire meglio i miei rapporti con i colleghi ed i superiori. Alla fine del percorso ho riconsiderato questa esperienza sotto una nuova lente. Le mie competenze, seppur giovane, ci sono e so quanto sia vitale riconoscerle e valorizzarle. Ho pure compreso che non mi devo fermare, ho deciso di continuare a formarmi, impegnandomi in un settore parallelo, così da ampliare non solo le mie conoscenze tecniche ma anche trasversali.