Conclusa la prima settimana del corso gessatore in base all’Art. 33 della LFPr

Il 19 febbraio si è conclusa con successo la prima settimana di corsi interaziendali della quarta edizione corso gessatore in base all’Art. 33 della Legge federale sulla Formazione Professionale (LFPr). Questa modalità di corso permette a lavoratori adulti con almeno 5 anni di esperienza lavorativa e senza qualifica professionale nel settore di acquisire l’Attestato Federale di Capacità (AFC). La formazione della durata di due anni prevede anche 4 settimane di corsi interaziendali durante i quali i partecipanti possono mettere in pratica e imparare a svolgere i lavori a regola d’arte sotto la supervisione di un istruttore dell’Associazione svizzera imprenditori pittori e gessatori. Per la prima volta dal 2012 il corso pratico è stato organizzato unendo la classe del CFP-OCST con quella dello stesso corso organizzato a Lucerna da ENAIP Internationaler Bund (ENAIP IB), ciò che ha permesso di coinvolgere complessivamente una ventina di lavoratori che hanno potuto attuare le Best Practices della professione grazie agli spazi messi a disposizione dal CFP-SSIC a Gordola. La condivisione delle esperienze e l’ottimo impegno messo in campo dai lavoratori hanno portato i partecipanti a condividere alcuni importanti aspetti con le direzioni degli enti organizzatori. Durate la visita al corso interaziendale, i responsabili del corso hanno potuto ascoltare i partecipanti che hanno espresso sia apprezzamenti per la formazione erogata, sia fornito importanti spunti di miglioramento. Vedo arrivare un partecipante che mi cerca con lo sguardo per dirmi qualcosa. Penso abbia bisogno di informazioni di carattere ammnistrativo oppure organizzativo e invece pieno di entusiasmo e ringraziando per quello che stiamo facendo se ne esce con questa frase: «Finalmente sto imparando i trucchi del mestiere, sto diventando un professionista!» Questa frase detta da un partecipante spontaneamente e orgoglioso del lavoro che sta imparando ci mostra chiaramente che stiamo lavorando bene. Un altro ci cerca con lo sguardo, sta facendo un ottimo lavoro, il profilo di gesso che sta costruendo è fatto a regola d’arte. Questa volta è Antonio Scolamiero che coordina la classe di Lucerna che, con occhio competente e attento si complimenta con il partecipante per il lavoro svolto. Sono bravi. Il formatore dell’Associazione nazionale, Charly Gautschi, è contento della classe, ha visto un gruppo che lavora bene, con partecipanti motivati e preparati. Arriva anche qualche critica. «Siamo in difficoltà, utilizziamo prodotti che non conosciamo, questo materiale è di marca diversa dal solito». Presentare metodi di lavoro diversi da quelli conosciuti e a cui i partecipanti sono abituati e con materiale diverso resta fondamentale per apprendere il mestiere in modo approfondito. Spesso i gessatori ripetono sui cantieri sempre le stesse procedure e quindi imparano a fare molto bene solo una parte del lavoro senza però essere altrettanto capaci in tutte le altre aree della professione; conoscere tutte le sfaccettature di una professione trasforma il manovale gessatore in un gessatore qualificato. Un’altra critica, «…non so come fare questo gesso, il formatore ci ha detto di incominciare ma non mi ha spiegato come. Ho dovuto chiedere e imparare dai colleghi». Ha ragione, eppure il lavoro sembrava fatto bene. Arriva il formatore e mi corregge, con un taglierino incide l’angolo del cartongesso per verificare la qualità del lavoro, «È ben fatto!», due imprecisioni non visibili a occhio nudo che prontamente fa correggere. Non sottovalutiamo la possibilità di imparare il mestiere dai colleghi, poi rivolgiamoci al formatore per un feedback più preciso. Una battuta sembra evidente «Impara l’arte e mettila da parte». Eppure, sempre vera, soprattutto nei settori artigianali. Arrivano altri due corsisti, «…sono proprio contento, già due anni fa volevo iscrivermi a questo corso». Sono davvero contenti di questa formazione, ce lo dicono chiaramente. Grazie. Un po’ di competizione tra la classe di Lucerna e quella di Lugano. Nulla di meglio per spingere i lavoratori a dare il massimo, per invitare i corsisti a lavorare con cura, precisione e pulizia. Sento i colleghi d’oltralpe rilevare come la mentalità di alcune aziende ticinesi stia cambiando e come le aziende non vedono più il diploma come uno strumento che serve solo ad aumentare lo stipendio ai lavoratori ma sono più consapevoli che l’utilizzo efficiente delle risorse, messo in atto da lavoratori qualificati, permette invece di ridurre i costi. Vedo un gruppo motivato e assolutamente consapevole dell’importanza di migliorarsi professionalmente. Hanno ancora un anno e mezzo di formazione che li aspetta, le prospettive sono buone. Non sarà una settimana di formazione pratica che li trasformerà in gessatori qualificati, ma sono soprattutto gli anni di esperienza maturati sui cantieri a dar loro le conoscenze di questa professione. Un’altra cosa va notata: è l’attenzione alla pulizia del posto di lavoro, in questa professione è tutto bianco, i vestiti, lo stucco, le pareti e i corsisti hanno già imparato nella loro attività professionale a mantenere il più pulito possibile lo spazio di lavoro. Di questo Charly Gautschi è contento, all’esame prenderanno dei punti in più solo per l’abbigliamento da lavoro adeguato, per la pulizia e per il rispetto delle norme di sicurezza.

David Granata
coordinatore corsi gessatori