L'importanza dell'autonarrazione

logo rubricaLa memoria autobiografica è la funzione umana che permette di organizzare le informazioni, derivanti dalle esperienze di vita personali, in relazioni a schemi e strutture di significato, consentendo l’integrazione di pensieri, rappresentazioni, affetti, bisogni, desideri dell’individuo. Nell’ambito della psicologia, si è posta molta attenzione all’utilità dei ricordi autobiografici nei percorsi di psicoterapia. Le caratteristiche di autoconoscenza di tali ricordi contribuirebbero alla percezione di coerenza personale e di un senso di sé nel tempo. 

La capacità di narrare, intesa come funzione mentale, è fondamentale per dare un’organizzazione al proprio mondo interiore e per attribuire significati all’esperienza umana. La narrazione di un’esperienza consentirebbe, inoltre, l’attivazione di collegamenti con altre esperienze simili.

Raccontare è mettere a fuoco una determinata questione all’interno di un contesto, collegarla a ciò che la precede e a ciò che la segue, trovare importanti relazioni con altri fattori, notare le proprie tendenze nell’interpretazione degli eventi e nel comportarsi. Tutto questo sfocia in un miglioramento dell’autocomprensione. Oltre a questo, la narrazione permette di uscire dal ruolo del protagonista assumendo la posizione di spettatore dei fatti. In questo modo avviene un distacco emotivo che facilita una visione più oggettiva degli eventi.

La narrazione permette quindi di ricostruire e di dare significato ad alcune esperienze della propria vita. La persona, nel narrarsi, aumenta la consapevolezza e la conoscenza di sé, elabora gli eventi e li colloca sulla sua linea evolutiva, riformula il senso del sé evitando fratture e incongruenze. Raccontarsi è, possiamo dire, già un processo terapeutico.

Liberamente tratto da State Of Mind, del 18 aprile 2017