Ogni tanto… fermiamoci e pensiamo!

logo rubricaUn aspetto importante del percorso che offriamo come Progetto Mosaico è invogliare le persone a riflettere sulla propria vita per chiarire il proprio pensiero ancora prima di immaginare una nuova visione, una nuova progettualità futura, in gergo si dice «fare il punto».
Spesso scopriamo che le persone tendono a vivere come se avessero inserito il pilota automatico e l’evento inaspettato (una malattia o un infortunio) obbliga a fermarsi e a pensare.
Riflettere sulla propria vita non significa continuare a rimuginarci sopra, piuttosto, quando invitiamo le persone a «fare il punto» (non sempre è possibile) succede che iniziano a fare il proprio autoritratto, poiché questo accade quando si vive una vita esaminata.
Potremo dire che facciamo una fotografia di ciò che sta accadendo ma non è così poiché la fotografia di una persona non ha mai la profondità che può avere un ritratto di un pittore. La fotografia e il ritratto racchiudono una diversa quantità di tempo. La prima, è uno «scatto», mostra un particolare momento del tempo e l’aspetto che la persona aveva in quel preciso istante. Mostra ciò che mostrava la sua superficie. Durante le lunghe ore richieste da un ritratto, invece, il soggetto mostra una variegata gamma di caratteristiche, emozioni e pensieri, ognuno dei quali si rivela sotto luci differenti. Combinando diverse immagini della persona, scegliendo ora questo aspetto, ora quel tendersi di un muscolo, qui un bagliore di luce, lì una linea più profonda, il pittore unisce questi diversi frammenti di superficie, fino ad allora mai apparsi simultaneamente, a formare un ritratto più ricco e più profondo.
Questo accade durante il percorso del Progetto Mosaico, invece del pennello usiamo la parola e l’ascolto, invece del cavalletto delle comodissime poltrone in un ambiente accogliente dove aiutiamo le persone a conoscere cose che la superficie visibile non mostrava e mettere in risalto, per portare alla superficie, quello che c’è al di sotto.