Come cambia la formazione professionale con l’Industria 4.0?

cfp format16Gli avvenimenti economici e le evoluzioni sociali sono troppo complessi e governati da troppi fattori, tanto che non è possibile misurarli né prevedere in maniera affidabile in che modo l’economia e la società evolveranno nei prossimi anni. Tuttavia, è chiaro che il cambiamento è in atto ed è sempre più rapido. Le mega-tendenze, che sono all’origine di questo cambiamento, si sono già delineate o sono quanto meno riconoscibili. Esse modificano e influenzano diversi settori della società e dell’economia. La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) ha recentemente messo in consultazione il documento “Formazione professionale 2030 – Visione e linee guida strategiche”, che mostra la direzione da seguire e getta le basi per un’azione coordinata ed efficace dei partner (Confederazione, Cantoni e mondo economico).

A cura di Giuseppe Rauseo, responsabile del CFP-OCST

Tramite interviste e incontri con esperti è stato possibile identificare alcune mega-tendenze, in particolare nove, e discutere delle loro ripercussioni sulla formazione professionale: 1) Digitalizzazione: come ogni sviluppo tecnologico, la digitalizzazione – insieme alla cosiddetta «Industria 4.0» – implica una modifica dei processi di produzione e chiede ai lavoratori di acquisire nuove competenze. Anche nel campo dei servizi, alcuni compiti di routine saranno sostituiti da nuove tecnologie. Il processo di cambiamento in sé non è nuovo, ma il ritmo con cui avviene è sempre più rapido; 2) Aggiornamento e perfezionamento delle competenze: in un’economia dinamica e sempre più complessa, le competenze, le conoscenze e il potenziale innovativo dei collaboratori rivestono grande importanza. Le imprese, infatti, richiedono personale sempre più qualificato e cresce il livello di istruzione delle persone attive professionalmente; 3) Società dei servizi: negli anni settanta crisi economiche, globalizzazione e digitalizzazione hanno ridotto l’importanza del settore industriale rispetto all’occupazione totale. Negli ultimi quarant’anni, infatti, il tasso d’occupazione nell’ambito dei servizi è aumentato notevolmente; 4) Mobilità e flessibilità crescenti nelle relazioni di lavoro: in questi ultimi anni le relazioni di lavoro tra aziende e collaboratori hanno subito una profonda evoluzione. Questa tendenza, dovuta allo sviluppo tecnologico e ai trend sociali, dovrebbe proseguire. Nuove forme di collaborazione, infatti, stanno sostituendo le relazioni di lavoro tradizionali, contraddistinte da un attaccamento pluriennale all’azienda, un impiego stabile a tempo pieno, legami con il territorio e un avanzamento lineare nella carriera. Assumeranno sempre maggiore importanza il lavoro a tempo parziale e la flessibilità degli orari, l’assunzione legata a progetti specifici e il riorientamento professionale; 5) Globalizzazione: la globalizzazione aumenta il livello di interconnessione tra gli Stati. Nell’economia, ciò si manifesta con un’accentuazione del carattere transnazionale degli scambi commerciali, dei processi produttivi, dei mercati del lavoro e delle strutture societarie. In ambito sociale si registra una tendenza alla mescolanza ma anche all’assimilazione per quanto riguarda la cultura, i consumi, i media e il sistema formativo; 6) Cambiamenti demografici: la popolazione svizzera invecchia. Di conseguenza, i lavoratori che vanno in pensione sono più dei giovani qualificati che entrano nel mercato del lavoro. All’economia, quindi, manca personale qualificato; 7) Migrazioni: secondo lo scenario di riferimento dell’Ufficio federale di statistica, nei prossimi anni l’immigrazione di lavoratori stranieri continuerà, pur perdendo intensità nel corso del tempo. Sempre secondo la stessa fonte, continuerà ad aumentare la percentuale di popolazione straniera con un diploma di livello terziario (università), mentre diminuiranno le persone in possesso di un titolo del livello secondario II o senza formazione post-obbligatoria; 8) Impiego efficiente delle risorse: l’ultima crisi finanziaria mondiale ha provocato un forte indebitamento in molti Paesi. La situazione in Svizzera è più favorevole grazie alla politica di contenimento del debito e alla stabilità del benessere economico. Anche qui, tuttavia, si osserva una diminuzione delle entrate fiscali e un aumento delle aspettative dei cittadini nei confronti dello Stato; 9) Differenze generazionali: il divario tra le nuove generazioni e quelle più anziane non è una novità. I giovani di oggi hanno maggiori aspettative per quanto riguarda il loro avvenire professionale. Vogliono esercitare una professione «che abbia un senso» e che permetta loro di partecipare attivamente alle decisioni e di assumersi delle responsabilità.

Fonte: www.formazioneprofessionale2030.ch